| “L’Eco di Bergamo” – Lunedì 27 Gennaio 2009 |
In viaggio nel cuore dell'inferno |
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“Il cuore dell'inferno è doloroso, e senza speranza. (...) questo è uno spazio mentale, congelato in un patimento senza fine, in cui siamo rinchiusi tutti. Il fatto è che non è semplice mettere in scena uno spettacolo per la Giornata della Memoria, ma condividere con il pubblico sentimenti e gocce di poesia che non siano scontati. Perché è impossibile rappresentare l'orrore. La regia di Alberto Salvi sceglie per questo di rappresentare lo spettacolo come se fosse un rito, addirittura una preghiera (...) Il risultato è una lunga, oppressiva e intensa sequenza, senza redenzione: non può esserci, se si guarda negli occhi l'orrore assoluto.” |
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Pier Giorgio Nosari
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