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“Hystrio” – Febbraio 2011

Atmosfere oniriche per l’Araucaìma
"L’amore, la morte, il sacrificio. Ruota attorno a temi ancestrali L’abréviation de ma vie, lo spettacolo con cui Araucaìma Teater (...) si è presentata al pubblico. (...) Araucaìma ha il merito di declinare con una certa chiarezza le proprie carte: lo spettacolo ha un’impronta registica nitida, mette al centro l’attore e la sua fisicità, mostra una predilezione per le atmosfere oniriche e la scansione in più parti della scena.L’abréviation de ma vie istituisce in scena un coro, di tragica (e greca) memoria, creando effetti di rifrazione e riflessione tanto sonora quanto tematica. (...) un’atmosfera fantastica e sognante, una bella profondità di campo dello spazio scenico, qualità vocale del coro e degli attori (cui corrisponde l’assoluta assenza di musiche o suoni registrati), un buon dosaggio delle energie e dei toni. C’è anche un altro aspetto di questo esordio che piace. Gli Araucaìma non sembrano interessati a imboccare scorciatoie; hanno un’idea in testa e la perseguono." 
Pier Giorgio Nosari

“Teatroteatro” - 9 Dicembre 2010

" (...) Il risultato riflette innanzitutto il percorso di ricerca fisico, sonoro ed estetico che il gruppo ha intrapreso: la carne degli attori diventa la parola, le loro voci diventano le immagini, la luce e il palco sono il caldo umido della giungla. Come nella migliore tradizione del Teatro Povero, il corpo del performer basta alla scena: non sono necessari schermi, amplificazioni, lettori. Attraverso l'indagine delle proprie potenzialità ritmiche, attori e attrici riempiono di senso la totalità della scena senza bisogno di artifici che non siano sabbia, fuoco e l'acqua (...) La potenza visiva e sonora delle immagini trascina lo spettatore oltre il desiderio di una narrazione, scardina la ragione per entrare e radicarsi nelle viscere, l'onirica teoria di silfidi che è insieme coro greco e orchestra sonora inocula il piacevole torpore del deliquio."
Alessandro Mauri

“Delteatro.it” - 10 Dicembre 2010

"(...)In scena Araucaìma Teater, uno dei gruppi lombardi più interessanti, con lo spettacolo che tre anni fa ne ha segnato la nascita, L'abreviation de ma vie: ispirato a un racconto dello scrittore colombiano Álvaro Mutis, mostra una metaforica dimora di morti, dove un servo e una ragazza fanno rivivere le ombre di chi ci ha abitato. Da vedere soprattutto per lo straordinario lavoro sul coro, sette ragazze dall'aspetto spettrale che spuntano dal terreno come la Winnie beckettiana."

Renato Palazzi

“Krapp’s Last Post” – 19 giugno 2011

" (…) tutta la complessa parte vocale, fatta di canti, sonorità e sottofondi armonici, sono eseguiti dal vivo. (…) certamente uno spettacolo che non lascia indifferenti. A colpire, nel lavoro, è anche un ricchissimo complesso di simboli e figure ancestrali, che ci faceva intuire un legame forte con il teatro panico e l’indagine sull’inconscio.
Renzo Francabandera